Trattamento dell'epatite cronica B e nelle infezioni da HIV: Lamivudina


La Lamivudina è un farmaco antivirale facente parte della categoria degli inibitori nucleosidici che risulta attivo contro i virus dell’immunodeficienza umana di tipo 1 e 2 ( HIV-1, HIV-2 ) e contro il virus dell’epatite B ( HBV ).
La Lamivudina ha indicazione nel trattamento delle infezioni da HBV e delle infezioni da HIV sia in monoterapia che in associazione ad altri farmaci antivirali.

Posologia e modo di somministrazione - Per la terapia delle infezioni da HIV, la Lamivudina viene somministrata alla dose di 150 mg ogni 12 ore, o 300 mg, 1 volta al giorno.
Nei bambini e adolescenti la posologia da seguire è di 4 mg/kg ogni 12 ore, fino ad una dose massima di 150 mg al giorno.
Nell'epatite cronica B in cui è stata dimostrata la replicazione del virus associata alla malattia epatica o ad infiammazione epatica attiva che può essere rilevata istologicamente, la dose di Lamivudina da somministrare nei pazienti di età superiore ai 16 anni, è di 100 mg al giorno.

Effetti indesiderati - Gli effetti indesiderati che possono verificarsi più comunemente con l'utilizzo di Lamivudina sono: cefalea, insonnia, tosse, congestione nasale; disturbi a carico dell'apparato gastrointestinale che si manifestano con nausea, vomito, crampi o dolori addominali e diarrea. Possono insorgere inoltre artralgia e disturbi muscolari, rabdomiolisi, alopecia, affaticamento, malessere e febbre. Alcuni di questi effetti collaterali potrebbero non essere ascrivibili solamente alla Lamivudina ma anche agli altri farmaci antivirali utilizzati nella terapia o più semplicemente al decorso della patologia in atto.

Controindicazioni e avvertenze - La Lamivudina è controindicata nei pazienti che manifestano ipersensibilità al principio attivo e agli eccipienti contenuti nella formulazione.
Cautela deve essere prestata durante la terapia con Lamivudina nei pazienti con epatite cronica B in cui è raccomandato controllare la funzionalità epatica ogni 3 mesi e i marcatori virali dell'epatite ogni 3-6 mesi; mentre nei pazienti con malattia epatica avanzata e nei pazienti che hanno subito trapianto di fegato questi controlli devono essere effettuati più frequentemente anche dopo la sospensione della terapia per prevenire il rischio di recidive.
Nei pazienti con insufficienza renale, a causa della riduzione della clearance, si assiste ad un aumento dell'emivita plasmatica della Lamivudina, quindi è consigliabile un adeguamento della posologia.
Studi su animali hanno mostrato che la Lamivudina può indurre morte embrionale precoce, poiché viene trasmessa passivamente attraverso la placenta, quindi si raccomanda di non somministrare la Lamivudina nei primi tre mesi di gravidanza. Inoltre sia la Lamivudina che viene escreta nel latte materno che il virus HIV passano nel latte materno, di conseguenza l'allattamento è controindicato.

Interazioni - La Lamivudina ha una bassa probabilità di interagire con altri farmaci per tre ragioni: a) bassa capacità di legame con la proteine plasmatiche; b) limitato metabolismo; c) eliminazione, quasi completa, a livello renale della sostanza immodificata. Tuttavia sono state riscontrate alcune interazioni con : 1) antibatterici come Trimetoprim ( aumentano la concentrazione plasmatica di Lamivudina ); 2) antivirali ( evitare l'uso concomitante di Emtricitabina, Foscarnet e Ganciclovir perchè competono per la stessa via di eliminazione, determinando un aumento della concentrazione plasmatica sia di Lamivudina che del farmaco co-somministrato ).(Xagena_2009)

Nomi commerciali - Lamivudina: Epivir, Zeffix.

Fonte: Guida all’uso dei farmaci, V Edizione



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